ABOUT ME

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Sono forse i ricordi le più certe incertezze, opachi e vividi allo stesso tempo, li mettiamo a fuoco ad intermittenza, prima con l’uno e dopo con l’altro occhio. Un po’ come  mettere l’anima su carta, quello sviscerare l’impensato e quel che ancora non può essere percepito.

Ho ritenuto persino futile la grammatica, l’ho scrutata di bieco, come un’imposizione, una limitazione, la costrizione all’impotenza e l’ho rifiutata senza aver cognizione. Ho condannato l’alternanza del giorno e della notte, ed il dover vacillare nel bagliore  delle mattinate, dei pomeriggi e di quel che inganna, poiché ancora non è sera.

Le parole hanno saputo sfidarmi, smembrarmi, uccidermi e farmi vivere.

Non ho mai smesso di fuggire e seguire ammassi di lettere, senza ritegno, senza pudore e nemmeno senso. Credo di non aver mai nemmeno desiderato comprendere. Mi appartengono ed io appartengo a loro. Non posso esigere spiegazioni.

Come una frase già  esistente, un fremito dentro me, ed io che sol osservo, solo subisco. Suoni e parole che passano e sanno dove, sanno come. Svaniscono, lasciando solo scie che la mia mente cancella, dimentica, elimina.  Vorrei conoscerle, vorrei conoscermi quando appaio e svanisco fra quelle parole.
Veronica Rinero