COME CONOSCERE LA CONSAPEVOLEZZA

Camminare fra le viuzze dell’ancora assopita città.

Il profumo del pane appena sfornato , della marmellata nel calore di un cornetto e quello del caffè nel sole che pian piano si accinge al cielo, accanto alle nuvole, e sgambettare con il pensiero degli impegni da svolgere nel corso della giornata. Irragionevolezza, che si spegne nella fretta di sentire il freddo fra il sole che cala. Non dobbiamo alzarci la mattina in attesa che scenda la luce, o che la pressione dell’idea che gli altri hanno su di noi ci spezzi, ci bruci le ossa, e nemmeno per rimpinzarci di complimenti o false modestie.

Consapevoli di cosa ? Della terra che sembra volerci intrappolare in un sussulto di cemento, o dei tempi che le nostre parole consumano dinnanzi all’inspiegabile ?

La consapevolezza non vive nel riconoscere le mancanze o le difficoltà di noi uomini e neanche fra il ricercare soluzioni a problemi dei quali non conosciamo la causa . La consapevolezza è una caratteristica che non può essere acquisita tramite lo studio delle riflessioni altrui, è necessaria un’analisi personale su ciò che siamo e sulla nostra rappresentazione del mondo. Quindi non basta leggere un giornale, un libro, un articolo o accendere il televisore entrando in contatto con delle realtà pretendendo di esserne consapevoli. Spesso non è sufficiente nemmeno viverci accanto. L’essere consapevoli ci permette di padroneggiare la nostra vita , interiorizzando ogni accaduto, valutandone non solo l’aspetto , ma anche la profondità.

Mettiamo un attimo in pausa il bisogno sfrenato di arrivare ad ogni vertice , vivendo in affanno al fine di guadagnare passi sempre meno sostenibili. Sicuramente è un pensiero che, almeno una volta, ci è appartenuto. Per raggiungere la consapevolezza dobbiamo essere cauti , ascoltare le persone senza strafogarci delle loro stesse parole, rallentare , analizzare e assaporare ogni discorso comprendendolo per quanto ci è possibile. Non esistono formule o ricette e non dobbiamo crederci insensibili nell’inconsapevolezza, ma sempre attenti a non viverla come scusante, camminandoci attorno senza oltrepassare il confine posto dalle nostre debolezze.

Iniziamo a camminare. Oltrepassare la soglia della porta e camminare. Poco importa se viviamo in città o possediamo il privilegio di donarci al vento del mare o di un luogo nel quale sappiamo sentirci. Non dobbiamo lasciarci condizionare dalle circostanze in cui viviamo gettando la spugna prima ancora di imparare a gioire. Allontanarsi lentamente , lasciando ad ogni passo una paura, incertezza, disagio o negatività e permettere alla nostra anima di invaderci l’esistenza, così da poter sentire la leggerezza della quiete. Vivremo emozioni contrastanti, sensazioni nuove, ma a poco a poco … Sapremo abbracciare la consapevolezza.