DISTANZE IN VOLO

Ed era estranea al mondo,
abitava i luoghi affollati e privi,
se non apparentemente, di vita.
Era la freddezza,
le parole mute, gli sguardi frivoli e goffi,
le stranezze del tempo,
le coincidenze errate,
le dimenticanze e talvolta qualche menzogna.
Raccoglieva gli averi del nulla
e le opacità del cielo
rendendo le brutture dell’asfalto
crepe di immaginazione
e realtà scintillanti di passioni e turgore.
Annaspava fra la noncuranza
appellandosi al dolce vivere
racchiuso in ogni gravido istante.
E come veleno,
si insinuava fra gli attimi indesiderati
ed era quel treno che conciliava le distanze
offrendo nuove opportunità ed inattese nascite
e ancora stupori e lievi fronzoli.
Si dispiegava sulle genti
come un cielo che ristora di malizie e voglia di vivere.
Si innamorava anche del logoro,
del puzzo e della miscredenza,
dell’insaziabile non desiderio, dell’apatia,
delle opposizioni e della sublime morte.
23 luglio 2017