LE STESSE STRADE

L’anima è in pasto al tempo, e centellina imperterrita ogni secondo muto di un’azione.
Ed io altro non posso fare che concedermi come assaggio prima di un lungo pasto.  Scorro come il fotogramma di una scia, mi ribalto senza reagire. Assaporo il vento che porta con sé le mattine incastonate fra le nuvole e i nidi di materia che fluttuano nel cielo. Sento che tutto ha preso vita, persino l’inanimato corrode le strade dai suoi passi. Ma nell’operositá c’è un non so che di leggerezza, come essenze divine che macinano il vento.
Quante volte ancora ci ritroveremo con lo sguardo verso le piastrelle grigie di questo pianerottolo e quanto ancora percorreremo le stesse strade , gli stessi sguardi o parteciperemo al verde in festa della primavera oppure ancora al disgregarsi lieve delle foglie sotto il sole settembrino?
Quanto ci occorre…Di cosa necessita un volto umano?
Un sorso d’acqua fresca scioglie in bocca le amarezze passate,  chissà se ci sarà posto per una nuova felicità.