MUSICHE

Abitiamo gli spazi vuoti di un labirinto opaco, ci perdiamo nel rifugio del sole credendo di rimanere sempre al punto di partenza. Ma la vita non è il tortuoso vivacchiare di un sorriso scarno o il tartagliare di una storia che non ci appartiene e non è nemmeno l’abito del nostro parlare. Non sono i gesti a identificare la realtà come Vita.

Collezioniamo oggetti come fossero cure per l’animo e ammassiamo cristalli dietro a lucidi vetri di credenza. Assecondiamo la nostra arte sotto le premure di un tocco studiato e come capriccio non facciamo che desiderare, desiderare e ancora desiderare. Riduciamo la vita al vivere. Ci focalizziamo su obiettivi incerti calpestando la semplicità del volo che ci circonda. Ci sono persone certe di vivere, pur passando giornate intere a produrre gesti per il sol scopo di guadagnare denaro. Ma la vita sta proprio in questo, si incastra perfettamente sotto il manto del giusto mezzo, del necessario e della distinzione del proficuo dal dannoso. Non possiamo giurare di essere Vita se ne confondiamo il valore.

Se non sappiamo riconoscere il profumo del vento e l’alito del mare sul viso, non potremo mai dirci amanti della vita, indomabili avventurieri o fugaci solchi di esistenza. Ci imbatteremo nella miseria del gesticolare scomodo e nell’ansia di vivere che soffoca a sprazzi le essenze e le immagini d’arte che noi stessi componiamo.