SCHIAVI DEL PENSARE (Il conforto del timore)

-Foto scattata da Matteo Rinero

Pensiamo , pensiamo costantemente.

La maggior parte delle volte che fuggiamo dalla realtà , ci nascondiamo nel luogo stesso da cui cercavamo di fuggire. Il nostro rifugio sono le paure stesse , le maldicenze , le verità che sotterriamo ed ingoiamo senza masticare, cosicché inesorabilmente riaffiorano in viaggio , sullo stesso cammino , fra i nostri passi. Non ce ne disfiamo. Non vogliamo disfarcene, sono fortezze di timore , quel timore che ci rende un poco più vivi .

Prendiamo a pugni la vita , alloghiamo colpe che non le appartengono. Crescono sentimenti di ostio anche nei confronti delle persone , appaiono tutte come possibili sfidanti , qualcuno che ci ronza intorno con il solo scopo di abbuffarsi nella nostra poca felicità.

Amiamo la vita , perché la vita è per noi timore di vivere ed il cielo è amabile figura di un sogno. Rifiutiamo di comprendere , ci sentiamo sempre qualche mare più lontano , qualche campo più fiorito della terra, su cui sbattiamo i piedi ogniqualvolta non ci riconosciamo.

Reclamiamo stupore , dopo aver barattato la vista in cambio di quel che non ci spettava e dichiariamo felicità nel desiderio di non vedere. Pensiamo di essere padroni di un mondo a cui abbiamo sbrindellato le vesti e ridicolizzandolo nella sua leggera nudità, speriamo di calpestare anche la sua anima scrivendoci il nostro nome, in attesa che le colpe arranchino su opposte direzioni.

Parliamo di amore centellinando ogni gesto , come paventassimo di disperderci fra la beatitudine di un abbraccio e forse non appartenerci più. Ci lasciamo assemblare dalle idiozie per poi giudicarle sulla pelle dei nostri vicini, come se ci fossero estranee, lontane dal pulsare dei nostri polsi. Inventiamo svaghi per colmare le mancanze , le volontarie omissioni e poi abbrancare quel che resta scordando il tatto delle nostre stesse mani.

Siamo in cerca di nuove strategie per rubare al vento il profumo dell’inverno, nonostante l’autunno non sia ancora passato.

-Veronica Rinero