SOMIGLIANZE

30 aprile

Ottavo giorno

Cerco di vivere ogni momento possibile, ma confondo la realtà con le parole ed i profumi con i ricordi.

Sono uscita in giardino con i cani, anche loro sembrano confusi, fiacchi e terribilmente lenti. Mi siedo sulla sedia in plastica verde posizionata al centro del giardino, osservo il loro annusare inquieto, forse anche loro cercano stabilità e certezze. Abbiamo solo modi diversi di esprimere i nostri intenti. Dopo poco più di mezz’ora torniamo su e la giornata che sfregava gli occhi alla voglia di fare, si è spenta in uno strano stato di sonnolenza. Lo sgambettare di Flash precede la mia sensazione e seguito da Zeus si tuffa in un salto sfregandosi fra le lenzuola. Così mi convinco e decido di assecondare la stanchezza. Fra coccole e coperte mi addormento spostando i miei progetti di ora in ora sino al non dar più peso a nulla.

Mi sono persa tra i sogni che ora immagino, fra i confusi spazi di memoria.

Flash fissa i miei occhi, proviamo a parlare. Abbaia, non so capirlo e mi spazientisco. Sembra che lo faccia di proposito, sa che non sopporto la condizione che crea il non comprendersi, eppure sono convinta che se ne serva per ravvivare le mie giornate. Forse siamo annoiati e non lo sappiamo, lui abbaia ed io lo imploro di tacere, lo costringo alle mie realtà. Mangiamo qualcosa e fingiamo di essere felici, ma sento solo che un altro giorno se n’è andato ed io mi comporto come se lo stessi ancora aspettando.